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I dinosauri il cui nome deriva da due parole greche che significano, terribile lucertola, formavano un gruppo di animali appartenenti ai dinosauri e alla sottoclasse degli arcosauri, di svariate dimensioni, furono i dominatori incontrastati del nostro pianeta per circa 170 milioni di anni, i primi di questi esemplari sono apparsi tra la fine del Triassico medio e l’inizio del Triassico superiore. I primi ordini di dinosauri ad apparire furono quelle appartenenti ai saurischi e agli ornitischi. Nei mari comparirono i primi dinosauri marini quali gli ittiosauri una specie di predatori di Ammoniti. I dinosauri scomparsero dalla terra estinguendosi, alla fine del periodo Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa, noi li conosciamo solo grazie al duro lavoro dei paleontologi, che con i loro scavi metodici e accurati hanno riportato alla luce i resti fossili di questi animali, e attraverso vari studi sono riusciti a ricomporre i vari scheletri delle specie scomparse, e con l’aiuto delle moderne attrezzature scientifiche, ricostruire anche l’aspetto esteriore di queste antiche forme di vita. Sebbene potesse essere anche di dimensioni gigantesche, un dinosauro possedeva un genoma, o patrimonio genetico, che sarebbe l’insieme dei geni di un organismo vivente, molto piccolo. E questo dimostra il senso del paradosso del valore C, che indica una discrepanza fra il complesso genetico e le dimensioni del genoma. Questa notizia è stata rivelata da un gruppo di ricercatori delle Università di Harvard e di Reading pubblicato sulla rivista Nature. Il lavoro di ricerca ha portato a dividere in 31 specie i dinosauri e gli uccelli estinti, facendo un rapporto fra le dimensioni del genoma e quello delle cellule ossee. I risultati hanno messo in evidenza una distinzione tra i teropodi che sono un gruppo di dinosauri comprendenti principalmente animali che camminavano su due zampe e carnivori, e gli ornitischi o predentata, che raggruppano esclusivamente animali erbivori e dotati di becco. I teropodi possiedono un genoma molto ridotto, paragonabile a quello degli odierni uccelli. Gli ornitischi disponevano di un genoma leggermente più grande, simile a quello dei coccodrilli che popolano ancora oggi la terra. La ricerca non è ancora stata in grado di valutare le dimensioni genomiche dei Sauropodi. Secondo i ricercatori le cause di questa differenza va ricercata nella diversa proporzione di cadenze ripetitive irregolari, che formano buona parte della diversità della dimensione del genoma tra le differenti specie. Il maggiore significato di questa ricerca indica che l’avere un piccolo genoma, in genere considerato un elemento che distingue gli uccelli, deriva dal risultato di un genoma evolutosi precedentemente tra i dinosauri. E sottolinea lo stretto rapporto che la filogenetica cioè lo studio dell’evoluzione della vita esistente, indica tra queste classi di vertebrati.
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