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classificazione dei rettili

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evoluzione rettili

I rettili appartengono a un gruppo parafiletico cioè un raggruppamento sistematico che include le specie discendenti da un progenitore ancestrale ad eccezione di alcune ramificazioni. Possono essere considerati un gruppo monofiletico cioè un gruppo tassonomico di vari organismi con in comune un antenato singolo e tutti le derivazioni comuni a quell’antenato, e contenente tutte le specie dipendenti da quest’ultimo. includendo gli uccelli. La definizione classica dei rettili comprende un gruppo di organismi concreti, riconoscibile nella morfologia e nella genetica da altri e identificabile come membro sistematico, posizionata all’interno della struttura gerarchica della classificazione scientifica, escludendo gli uccelli e i mammiferi. Con questa definizione chiamata Reptilia, si definisce un gruppo di animali comprendente tartarughe, coccodrilli, lucertole, serpenti, anfisbene e tuatara, ma da una trentina di anni diversi tassonomisti pensano che i raggruppamenti sistematici siano un gruppo tassonomico di organismi costituito da un antenato singolo comune e tutti i discendenti comuni a quell’antenato contenente tutte le specie derivate da quest’ultimo, ossia tutti i gruppi tassonomici (quindi le ramificazioni all’interno dell’albero filogenetico) successivi. Con questo affermano che i gruppi dovrebbero includere tutti i discendenti da una particolare forma. Concludendo che i rettili dovrebbero essere considerati parafiletici cioè un raggruppamento sistematico che include le specie derivate da un progenitore ancestrale ad eccezione di alcune ramificazioni. Dal momento che la classificazione classica esclude dal gruppo i mammiferi e gli uccelli, nonostante anche questi abbiano come origine un rettile ereditato dagli antenati. Nel 1916 Edwin Stephen Goodrich uno zoologo inglese, specialista in anatomia comparata, embriologia, in paleontologia, e storia dell’evoluzione. E insegnante di Zoologia nell’Università di Oxford dal 1921 al 1946, creò i termini Sauropsida (”aspetto da lucertola”) e Theropsida (”aspetto da bestia”) per fare una distinzione tra lucertole, uccelli e animali imparentati da un lato i Sauropsida, e i mammiferi insieme alle loro specie estinte dall’altra, Theropsida. Questa divisione era supportata da diverse caratteristiche, come la forma dei cuori, il metodo dei sistemi circolatori dei due gruppi, e la struttura dei cervelli. Secondo Edwin Stephen Goodrich, le due linee evolutive si evolsero da un unico gruppo di base, i Protosauria (”prime lucertole”), di cui facevano parte alcuni anfibi paleozoici così come alcuni dei rettili primitivi. David Meredith Seares Watson, che è stato un professore di Zoologia ed Anatomia Comparata all’Università College, di Londra dal 1921 al 1951, nel 1956 durante i suoi studi notò che molto presto nella storia evolutiva dei rettili i primi due gruppi Sauropsida e Theropsida si diversificarono, e modificò i Protosauria da cui era partito E.S. Goodrich escludendo gli uccelli e i mammiferi, e inserendo nei Sauropsida i Procolophonia, Eosuchia, Millerosauria, Chelonia (tartarughe), Squamata (lucertole e serpenti), Rhynchocephalia (tuatara), Crocodilia, Thecodontia, Dinosauria (escludendo gli uccelli), Pterosauria, Ichthyosauria e Sauropterygia. Ma la classificazione più riconosciuta dagli altri studiosi fu quella delle finestre temporali, suggerita dall’ americano Alfred Sherwood Romer un paleontologo ed anatomista comparato oltre ad essere uno specialista in evoluzione vertebrata. La sua divisione si basava dalla posizione delle aperture ai lati del cranio poste dietro gli occhi nei vari rettili. E le quattro finestre da lui esposte erano così formate, Anapsida - nessuna finestra, Synapsida - una finestra in basso (non più considerati veri rettili), Euryapsida - una finestra in alto (ora inclusi nei Diapsida), Diapsida - due finestre. Tutti questi gruppi, tranne quello dei Synapsida, vengono inclusi nei Sauropsida. Attualmente, il termine Sauropsida viene considerato il sinonimo di Reptilia.
Foto di rettili

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