Del cao da serra de estrela vediamo foto video e descrizione di una razza di cane che è stato utilizzato per custodire greggi e come cane da compagnia nelle montagne di Estrela in Portogallo per secoli. Il cao da serra de estrela è disponibile con due tipi di mantello. Entrambi i tipi devono avere mantello simile alla pelliccia di una capra. Il lungo mantello è spesso, un po' grossolano può essere piatto o sventolare leggermente, ma mai riccio. Il sottopelo è molto denso e, di norma, con un colore più leggero del mantello esterno. I peli sulla fronte, sui lati delle gambe e sulla testa sono corti e lisci. L'acconciatura diminuisce di lunghezza dalla base orecchie fino alle punte. Il mantello breve è spesso, e un po' grosso, con un breve denso sottopelo, qualsiasi pelo deve essere in proporzione. Il colore del mantello può essere fulvo, grigio e giallo, con o senza pezzature, bianco o con sfumature di nero in tutto il mantello. Tutti i colori hanno una maschera sul viso scura, preferibilmente nera. La colorazione azzurra è molto auspicabile. Il cao da serra de estrela maschio è alto da 65 a 72 cm, le femmine da 62 a 68 cm, i maschi pesano da 40 a 50 Kg, le femmine da 30 a 40 Kg. I cao da serra de estrela sono molto protettivi delle loro proprietà e familiari, amichevoli con i bambini, ma sospettosi e aggressivi con gli sconosciuti, e potrebbe essere ostinato. In Italia il cao da serra de estrela fa parte di quelle elencate nella lista delle razze canine pericolose. Questa ordinanza, ed in particolare la lista allegata, fin dalla sua pubblicazione, ha suscitato le critiche del mondo cinofilo. In particolare, lo stesso ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) ha emesso nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione un comunicato in cui si sottolinea, assieme alle associazioni veterinarie, l'inconsistenza scientifica di una lista di tipologie canine "a rischio di aggressività", rilevando come le radici di una potenziale pericolosità di alcuni soggetti debbano invece ricercarsi nel rapporto tra l'uomo e il cane. In particolare, lo stesso ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) ha emesso nei giorni immediatamente Successivi alla pubblicazione di un comunicato in cui si sottolinea, assieme alle associazioni veterinarie, l'inconsistenza scientifica di una lista di tipologie canine "a rischio di aggressività", rilevando venire le radici di una potenziale pericolosità di alcuni soggetti debbano invece ricercarsi nel rapporto tra l'uomo e il bastone.
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